Il diario di Douce.

Rubriche, news e riflessioni dedicate alla pasticceria, alla cucina e ad altre cose. Tutto "a modo Douce"
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Come fu che Michel comprò in Argentina l’arredo della sua favola

creato da Anni Cosy
18/03/2013 alle 23:52
C’era una volta un giovane pasticcere promettente che aveva un sogno e che sapeva crederci.

Macchina da caffé

C’era una volta un giovane pasticcere promettente che aveva un sogno, abbastanza ovvio ma non tanto facile da realizzare: aprire la sua pasticceria.

Quel GPP aveva anche degli amici. E con gli amici, si sa, prima o poi si viaggia.

Uno potrebbe pensare di girare a piedi gli appennini oppure di spingersi fino alle Ande… e i quattro, animati da vero spirito da routard, scelsero le seconde. E partirono, viaggiando sulla stessa lunghezza d’onda per un mese. Videro cascate, riserve, animali, guardiani, saline, sabbia, villaggi e una via dell’antiquariato a Cordoba. Lì si incontrarono con un simpatico affarista sudamericano con cui iniziarono una lunga trattativa, al termine della quale e dopo un congruo esborso (non sapremo mai congruo per chi…) promise di spedire in un container l’intero arredo di un bar.

E il tempo passò e l’arredo viaggiava, per nave sul mare oceano… sarebbe arrivato prima o poi?

E sì che alla fine è arrivato: allora Michel si è deciso ad aprire un nuovo locale, dove avrebbe potuto mettere tutta quella roba sennò?

La grande ghiacciaia dove teniamo le stoviglie, la pomposa cassa, la gelatiera e la bilancia che decorano una vetrina, i barattoli che occupano l’altra.

Sì proprio quell’arredo che adesso decora il nostro locale!

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