Il diario di Douce.

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Douce e la lussuria: all’Accademia con il peperoncino

creato da Anni Cosy
10/05/2013 alle 23:03
Appuntamento con la lussuria per il ciclo di incontri "I sensi dell'arte" al museo dell'Accademia di Genova, facile immaginare su quali cibi si è scatenata la fantasia del Douce Labò

Hamburger e pomodoro

Giovedì 9 maggio, per l’ultimo degli appuntamenti di questa stagione de “i sensi dell’arte”, dedicati ai vizi capitali, all’Accademia si è parlato di lussuria “qualcosa di più intrigante e sottile del sesso”…
Il tema ha attratto un pubblico molto numeroso – forse la serata che ha registrato la maggiore affluenza di tutto il ciclo – ma come poteva essere altrimenti con un tema così, perché per dirla con lo storico dell’arte Maurizio Romanengo “La lussuria sta alla storia dell’arte come Andreotti stava alla politica”. Romanengo ha incentrato il suo racconto sulla figura di Artemisia Gentileschi che della lussuria è stata vittima. La violenza subita dalla pittrice è diventata la cifra interpretativa della sua pittura.
La lussuria nell’arte ha la possibilitá di travestirsi, spesso le sue rappresentazioni sono una celebrazione dell’eros per le quali difficilmente viene condannata.
L’esperta di cinema Elvira Ardito ha raccontato, mostrando spezzoni di film, come dagli albori del cinema muto fino agli anni ’70 la lussuria passi dal caschetto della Lulù di Wilhelm Pabst ai colori psichedelici dei balletti sensuali di “cantando sotto la pioggia”, fino a “Tom Jones” di Tony Richardson.
Alessandra Gennaro ha fornito la chiave di lettura degli assaggi proposti da Douce: gelée di pomodoro con ricotta al basilico, mini hamburger con ketchup maison, cremoso al cioccolato al peperoncino e carré di fave di cioccolato…
Innanzitutto il pomodoro, il cui primo nome fu “poma amoris”, era considerato il frutto proibito dell’Eden, arrivato sulle tavole europee solo 300 anni dopo la scoperta dell’America. Poi il basilico, la pianta legata a storie di amore impossibile, e per concludere il cioccolato, bevanda afrodisiaca per antonomasia, specialmente in associazione con il peperoncino.
Infine il maestro Dario Bonuccelli ha affrontato la lussuria dal punto di vista musicale passando dall’overture del Don Giovanni a Je te véux di Satie.

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