Il diario di Douce.

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“I sensi dell’arte” nell’arte sacra… e Douce ha usato cibi da convento: acciughe, cioccolata e sciuette

creato da Anni Cosy
05/06/2012 alle 20:00
Continua la fortunata serie degli incontri multisensoriali e pluridisciplinari che danno vita a eventi davvero insoliti per un museo e molto coinvolgenti per il pubblico. Questa volta il tema poteva essere ostico e delicato, invece delicatezza e cura negli interventi hanno trattato con rispetto e molta allegria i diversi aspetti affrontati

Sciuette e cioccolata

 

Giovedì 31 maggio 2012 si è svolto l’incontro “Vita di Chiesa: arte, storia, enogastronomia e musica per scoprire l’arte sacra”. Questo il tema della serata il cui ambito temporale è stato soprattutto il Cinquecento.

L’opera d’arte che è stata scelta ed analizzata dal Conservatore del Museo, Giulio Sommariva, è il polittico di sant’Erasmo di Perino del Vaga, commissionata da una confraternita di pescatori di Quinto, in cui sono raffigurati i loro santi protettori insieme ad altri santi in una scena partecipata da una tavola all’altra della composizione.

E se questo capolavoro è di sicuro la cosa di più evidente impatto dal contesto dove si era, non meno d’effetto sono stati gli interventi di  Alessandra Uccello Giudice della Sacra Rota che ha raccontato di Santa Caterina da Genova e di Ettore Vernazza (ancora in via di canonizzazione), due persone che nella storia della Chiesa sono stati entrambi dei precursori, ancora prima della Riforma, verso una nuova attenzione per i poveri e per i malati.
Una carrellata di immagini suggestive tratte dall’iconografia del periodo ha fatto da sfondo all’analisi storica dei cibi consumati in conventi e sacrestie, specialmente pesci, pane e acqua, ma anche pasta di mandorla e cioccolato di Mariella Carossino Storica dell’alimentazione nell’arte.

Gli spunti da lei offerti hanno ispirato la contestualizzazione gastronomica di Michel Paquier e del suo gruppo che hanno preparato acciughe marinate,  crostino di burro e acciughe salate, bicchierino di cioccolata “non calda” alla vaniglia e fiore di pasta di mandorla “Sciuetta”, quest’ultimo come esplicito riferimento ad una tradizione ancora viva che appartiene a un convento di suore di Varese Ligure.
Un intero millennio di meriti ai monaci in campo enologico, per innovazioni e valorizzazioni dei contesti, è stata in sintesi l’analisi storica dei vini vista da Roberto Bardelli Sommelier

La serata si è deliziosamente conclusa con un piccolo ma intensissimo concerto di Dario Bonuccelli, pianista, che ha eseguito due corali di Bach-Busoni e La leggenda di S. Francesco da Paola che cammina sulle onde di Liszt. Complimenti veri all’organizzatore Enrico Paroletti e all’ambientazione nella sala del piano opera di Pietro Paroletti.

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