Il diario di Douce.

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L’intelligenza dello spirito e quella della mano

creato da Redazione
20/07/2010 alle 19:16
Se il sogno segreto di ogni attore è quello di salire sul palco del Kodak Theatre di Hollywood e stringere tra le mani un Oscar, per un pasticcere francese l’unica medaglia in grado di eguagliare la lucentezza della statuetta degli Academy Awards è quella in bronzo e smalto incisa nel 1932 da Lagriffoul, la decorazione […]


Se il sogno segreto di ogni attore è quello di salire sul palco del Kodak Theatre di Hollywood e stringere tra le mani un Oscar, per un pasticcere francese l’unica medaglia in grado di eguagliare la lucentezza della statuetta degli Academy Awards è quella in bronzo e smalto incisa nel 1932 da Lagriffoul, la decorazione di cui sono insigniti i MOF.

L’onorificenza, che raffigura l’architetto del Tempio di Salomone mentre maneggia un compasso, è infatti il premio attribuito ai Meilleurs Ouvriers de France, i Migliori Operai di Francia, le eccellenze tra gli artigiani di più di 200 discipline diverse.

Cuochi, pasticceri ma anche ceramisti, parrucchieri e tassidermisti gareggiano per alcuni giorni su un tema prestabilito per dimostrare – prima alle giurie regionali, poi alle tre nazionali – di possedere una preparazione completa in ognuno dei molti aspetti del proprio lavoro.
Il regolamento prevede che in ogni edizione possano esserci più vincitori per categoria così come nemmeno uno. La gara perciò è soprattutto una sfida con i propri limiti e quelli della propria disciplina, durante la quale ogni concorrente sottopone il proprio lavoro al giudizio di una commissione che comprende esperti e premiati delle passate edizioni.
Sono valutate la capacità organizzativa, la conoscenza delle tecniche tradizionali e moderne, il valore artistico della composizione e per ultimo – ma naturalmente solo in senso cronologico – il gusto.

“L’intelligenza della mano non è inferiore a quella dello spirito”, è uno degli slogan scelti dagli organizzatori.
Se il profilo della manifestazione è volutamente (e sapientemente) basso, la qualità del concorso è invece elevatissima. Diventare MOF significa centrare un grande obiettivo personale e professionale e in molti casi il titolo rappresenta anche un trampolino di lancio verso una carriera sicura.
Molti MOF Pâtissiers riescono a dare maggiore slancio alle loro attività o ad avviarne di nuove, dedicandosi ad esempio all’insegnamento o alla consulenza per industrie dolciarie.

Ricordiamo ad esempio il nome di Stephane Glacier (MOF Patissier 2000), che dopo avere insegnato alla Ecole Bellouet Conseil, alla Ecole Lenôtre e alla Ecole Nationale de Pâtisserie di Yssengeaux ha avviato una propria società di formazione, o quello diJean-Francois Arnaud, anch’egli vincitore del titolo nell’edizione del 2000, che all’insegnamento nella Scuola Nazionale di Yssingeaux e nella Scuola Culinaria Francese di Kuala Lumpur ha unito anche l’attività di curatore di un Museo dello
Zucchero a Cordes-sur-ciel per conto di Yves Thuries.
Oppure, ancora, quello di Laurent Le Daniel,  vincitore dell’edizione del 1997, diventato allenatore della Squadra Francese ai Campionati Mondiali di Pasticceria, portata alla vittoria nel 2006, e anche insegnante alla French Pastry School di Chicago insieme a Sebastien Canonne, altro MOF (nell’edizione del 2004) nonchè primo cittadino statunitense a ottenere il titolo.

E’ difficile trovare un equivalente italiano del MOF, in grado di uguagliarne il prestigio e l’influenza.
Il riconoscimento più simile è forse la Stella al merito dei Maestri del Lavoro ma in questo caso, se vogliamo continuare il paragone con l’Oscar, è più opportuno riferirsi a quello alla Carriera.

La Stella al merito dei Maestri del Lavoro è assegnata a chi abbia saputo dimostrare nel proprio lavoro “perizia, laboriosità, buona condotta morale”, a chi abbia introdotto innovazioni tecniche e si sia contraddistinto anche per una certa attitudine pedagogica.  Soprattutto, può essere conferita ai lavoratori con almeno 50 anni d’età e 25 di anzianità di lavoro: più che un sostegno per affrontare il mercato del lavoro è invece un premio a chi, dopo essersi reso onore, sta per uscirne.