Il diario di Douce.

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La gola: un vizio sottile

creato da Anni Cosy
18/11/2013 alle 23:28
Un altro appuntamento de I sensi dell'arte per il ciclo dei vizi capitali: il 14 novembre 2013 si è peccato di gola.

Dolce di datteri

Il peccato di gola è così diffuso che è persino un modo di dire.

Allora perché Michel ha proposto un uovo sodo ai partecipanti alla serata?

Adesso provo a spiegare… all’incontro de I sensi dell’arte al museo dell’Accademia Ligustica del 14 novembre si è trattato di gola.

Nella letteratura l’attore Roberto Panzani ha proposto tre letture, il banchetto di Trimalcione nel Satyricon, la grande cena del Gattopardo (a questo link la ricetta del gran timballo di maccheroni), la scorpacciata di paste e scapaccioni dal Gian Burrasca. Tre famosissimi esempi del tema della gola.

Nella storia dell’arte il Conservatore del Museo Giulio Sommariva ha presentato ” la Testa dello pseudo Vitellio o “Vitellio Durazzo”, opera in marmo di uno sconosciuto scultore del XVII secolo. Un tempo ritenuta di epoca romana e ammirata incessantemente dai viaggiatori stranieri che nel Settecento visitavano il palazzo Durazzo di Strada Balbi nel quale era conservata, fu donata all’Accademia dal marchese Marcello Durazzo nel 1848.”

Dovete sapere che questa testa non è esattamente  quella di un campione di bellezza e salute, piuttosto si è ritenuta quella dell’imperatore Vitellio perché Svetonio gli ha attribuito il cibo come vizio esagerato, molto esagerato.

Nella musica  il pianista Dario Bonuccelli ha suonato Rossini, il musicista gourmet, che ha dedicato alla cucina persino dei brani musicali.

Nella gastronomia la food blogger Alessandra Gennaro ha sottolineato come la vera gola si manifesta non tanto nei piatti complicati quanto nell’estrema ricercatezza degli ingredienti e dei dosaggi, facendo l’esempio del “garum” degli antichi romani (ancora loro – per tutta la sera loro…) ovvero una salsa a base di pesci salati.
Ed ecco quindi perché il Maître pâtissier Michel Paquier ha proposto un uovo sodo su cui ha posato una lente di gelatina alla colatura di alici, insieme alla cacciagione con frutti di bosco e ad un dolcetto di datteri, considerati un vero e proprio archetipo delle delizie.
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