Il diario di Douce.

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Orgogliosi di tanta storia: stare in piazza Matteotti

creato da Anni Cosy
30/10/2013 alle 21:25
E' dal tempo dei romani che qualcuno abita da queste parti, da allora si sono succedute vicende varie...

Umberto I chez nous

E’ dal tempo dei romani che qualcuno abita da queste parti. Forse anche da prima, ma di sicuro i romani ci avevano costruito una casa niente male, una bella domus come si deve, di quelle con i pavimenti di mosaici bianchi e neri o marmi policromi e gli intonaci tinti di rosso.

Con il passare dei secoli (tra il quarto e il settimo per la precisione) la casa ha continuato ad essere usata ma senza i fasti del passato: tempi più duri per gli abitanti. Eppure da queste parti era venuto ad abitare il vescovo di Milano in fuga dai Longobardi e gli studiosi hanno fatto la suggestiva ipotesi che potesse aver utilizzato proprio questi muri. Infatti sono vicinissimi al luogo dove fu fondata la chiesa dedicata a Sant’Ambrogio (anche lui vescovo di Milano) dalla comunità dei milanesi.

Qualche secolo dopo, ma ancora nel medioevo, questa zona è diventata il centro della città, quando il governo di Genova ha comprato una sede adeguata all’attività dei Capitani del Popolo, nel 1291. Sono le case con i grandi archi ogivali di pietra che si vedono all’inizio di via Tommaso Reggio, restaurate al loro aspetto medioevale all’inizio del ventesimo secolo. Nel corso dei secoli, con acquisti e costruzioni, il primo nucleo si è trasformato nel palazzo che viene chiamato Ducale dal 1339, quando è acclamato il primo Doge genovese, Simone Boccanegra.

Nel frattempo l’area antistante, passo dopo passo, è cambiata da quartiere di case e terre ad uno spazio sempre più pubblico; nella zona sud dell’area stessa vengono fatte diverse acquisizioni da parte dal Comune nel corso del Trecento, per avere un cortile aperto circondato da muri di recinzione ad uso dell’edificio: con successivi ampliamenti è diventato la piazza d’armi di palazzo Ducale. Dall’unione di questa con la Piazza Nuova, avrà origine l’attuale piazza Matteotti.

Piazza Nuova è nata nel 1527 quando l’edificio pubblico si è esteso su tutta l’area che occupa ancora adesso e la parte a sud è stata delimitata da una “cortina” muraria. Era poco più che uno slargo tra il palazzo dell’arcivescovado e Sant’Ambrogio, e, siccome per finanziare l’operazione avevano realizzato dei portici a botteghe appoggiati al muro di cinta, era un mercato, come si vede in una delle poche immagini che si conoscono, un quadro del Milleseicento.

Era detta anche di Ferraria, perché era stata ricavata da un allargamento del carrugio dei Ferrari. (Ma non era parente invece della limitrofa e moderna piazza de Ferrari  che è dedicata ad un uomo che ha vissuto in tutt’altra epoca Raffele De Ferrari).

L’altra antenata, la piazza d’armi all’interno del palazzo Ducale, l’ha realizzata nella sua massima estensione Opizzino d’Alzate (un altro milanese) nel 1432, con tanto di alloggi per i militari, stalle e annessi vari, mentre il corpo che definisce il fronte verso est è stato edificato nel 1561, come conseguenza della parziale demolizione della chiesa di sant’Ambrogio per la costruzione della nuova chiesa del Gesù e dell’allargamento di strada dei Sellai (oggi via Boetto).

Da questo momento bisogna aspettare tempi molto più recenti, ovvero la metà del XIX secolo, per assistere alla formazione dello spazio attuale, quando Genova viene trasformata in una città più moderna e transitabile, in particolare con l’allargamento di via san Lorenzo e la demolizione dell’antica cortina di palazzo Ducale, ormai non più utilizzata per difendere un potere che si era spostato altrove…

La titolazione a piazza Matteotti ha origini recenti, prima è stata piazza Umberto I e, per un periodo brevissimo, piazza Muti.

E per chi volesse saperne di più:

Genova preromana

Piazza Matteotti 

Grossi Bianchi L., Poleggi E., 1987, Una città portuale del Medioevo. Genova nei secoli X-XVI, Genova (1a ed.1979) pp 172-173

La città ritrovata. Archeologia urbana a Genova 1984-1994 (Catalogo della mostra), a cura di P. Melli, Genova 1996

Poleggi E., Il Palazzo della Signoria a Genova (1528 – 1797) In: El siglo de los Genoveses : e una lunga storia di arte e splendori nel Palazzo dei Dogi / Comune di Genova. A cura di Piero Boccardo e Clario Di Fabio. Con la collab. di Raffaella Besta. – Milano : Electa, 1999. – ISBN 88-435-7270-9, p. 32-45

Caraffini M., L’apertura di piazza Nuova, in, AA.VV., Strade ritrovate, De Ferrari, 2004, Genova

Cagnana A., Ciresola T., Pittaluga D. 2005, Il palazzo della repubblica di Genova nel medioevo: fonti archivistiche e archeologia dell’architettura, in “Archeologia dell’Architettura”, X, Firenze, pp. 89-126.

 

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