Il diario di Douce.

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Lucyna Menderska, tra szarlotka e charlotte

creato da Redazione
16/11/2010 alle 17:25
La presentazione dei membri dell’Equipe continua con Lucyna Menderska, con Douce sin dai primi giorni di apertura. Vengo da Sopot, in Polonia, una località turistica vicina a Danzica. Il motto della mia città d’origine è una frase in latino che recita: nec temere, nec timide. Sembra facile, ma chi mi ha conosciuta quando avevo appena […]

Lucyna Menderska

La presentazione dei membri dell’Equipe continua con Lucyna Menderska, con Douce sin dai primi giorni di apertura.

Vengo da Sopot, in Polonia, una località turistica vicina a Danzica.

Il motto della mia città d’origine è una frase in latino che recita: nec temere, nec timide.
Sembra facile, ma chi mi ha conosciuta quando avevo appena iniziato a lavorare come cameriera da Douce può garantire che all’epoca non ero solo intimidita, ero davvero seriamente preoccupata!
In Polonia non esiste l’aperitivo così come lo intendete in Italia e l’offerta di alcolici e bevande è molto diversa.
Io avevo già lavorato come aiuto cuoca al bar Berto e prima ancora come cameriera a Sopot, ma in entrambi i casi si trattava di locali più piccoli, con un’organizzazione meno complessa, e con proposte e modalità di presentazione decisamente più semplici.

Dopo questi primi mesi da Douce, posso dire però di avere ormai imparato a destreggiarmi con il servizio e a riconoscere tutte le diverse varietà di cocktail, vini e bevande che mi vengono richieste. E quindi ora sono davvero come mi vuole il motto di Danzica: non temeraria, ma ormai nemmeno timida come all’inizio.

Ho imparato naturalmente anche a conoscere la pasticceria del locale, molto diversa da quella del mio Paese.
Solitamente i dolci in Polonia sono venduti nei panifici e si tratta perlopiù di preparazioni tradizionali, come il makowiec, fatto con semi di papavero, la szarlotka, che invece è una torta di mele, e il sernik, un dolce per il quale serve un tipo particolare di formaggio caprino, il ser appunto, che non sono ancora riuscita a trovare in Italia.

Come si può immaginare, il mio Paese mi manca, e non solo a causa del ser: Mi mancano la famiglia e gli amici, e appena riesco torno a trovarli. Mi mancavano anche gli studi, ma con qualche sacrificio sono comunque riuscita a laurearmi in Pedagogia all’Università di Danzica, dando gli esami nei periodi di vacanza; ora ho deciso di continuare a studiare per poter ottenere il CILS, la Certificazione di Italiano come Lingua Straniera.

Nonostante le difficoltà, ho quindi intenzione di rimanere a Genova, almeno per i prossimi anni. La città mi piace, e qui ci sono il mio fidanzato, i miei nuovi amici e il mio lavoro.
Forse prima o poi riuscirò anche a trovare il formaggio giusto per il sernik.